| - CHIESA DEI SS. GIACOMO E FILIPPO | ||
CENNI STORICI (di Patrizia Ferrario e Roberto Spreafico) La chiesa dei Santi Giacomo e Filippo di Ello è una rara testimonianza dellarchitettura gotica e tardo gotica lombarda, con affreschi che riaffiorano sotto vari strati di intonaco oltre ai vari interventi di modifica eseguiti nel settecento.La chiesa è posta sopra un basso poggio, ormai nei pressi dellabitato di Ello che nel corso dei secoli ha subito un sia pur modesto sviluppo urbano, nel mezzo di unantica area cimiteriale, di proprietà comunale: da decenni non è più officiata. Già dal 2 Agosto 1914 il Ministero competente, riconoscendone limportanza ed il pregio, emana un provvedimento di Vincolo per la chiesa cimiteriale di Ello ai sensi dellallora vigente legge di tutela, la n. 364 del 20 Giugno 1909. IL MODELLO ICONICO-DISTRIBUTIVO-COATRUTTIVO S. Giacomo è un notevole costruzione ad unica aula rivolta ad oriente, lunga circa 17.5 metri e larga 9, suddivisa in quattro campate scandite da tre grandi archi a diaframma. Completano la chiesa due cappelle laterali a scarsella voltate, a nord dedicata alla Madonna, a sud a S. Angelo a cui si affianca la piccola sacrestia. Esse appaiono sostanzialmente coeve alla navata attuale con un arco dingresso ad ogiva e la copertura a quattro vele di gusto sensibilmente gotico. A caratterizzare lesterno della chiesa concorrono gli architetti pensili del coronamento, estesi a tutto il perimetro, arricchito anche da una decorazione in mattoni disposti in diagonale su due file sfalsate. Ma ancora si rilevano in rarissimi punti della tracce del primo intonaco che ricopriva la muratura, la cui datazione si potrebbe far risalire alla metà del XV secolo. Linteresse maggiore è dovuto alle decorazioni graffite che si estendevano probabilmente su tutta la facciata. Tale graffito, ancora leggibile in alcune zone, rappresenta una serie di monogrammi o semplici simboli ripetuti, una S a tripla linea che a sua volta è inserita in una maglia di diagonali che formano dei rombi. Questa breve esposizione dellanalisi tipologica e materiale permette anche al lettore di immaginare la chiesa di S. Giacomo nellaspetto che probabilmente aveva fra il 400-500: gli architetti con le relative lunette decorate a fresco, il coronamento a coda di drago e la facciata decorata a graffiti, componevano un insieme di accurata esecuzione e molto ricca anche nei colori. ANALISI STORICA La più antica testimonianza documentaria sulla chiesa è quella lasciataci da Goffredo da Bussero nel Liber notitiae sanctorum Mediolani, inventario delle chiese della diocesi di Milano, risalente al XIII secolo.La prima visita pastorale alla Piave di Oggiono è del 7 luglio 1455 del Cardinale Gabriele Sforza. Nei relativi atti è documentato che la Chiesa di S. Giacomo è soggetta alla Prepositura di Oggiono e paga ad essa la decima. Allepoca della visita di S. Carlo Borromeo (1571), per la comunità di Ello la chiesa dei SS. Giacomo e Filippo era ancora una chiesa importante che andava tutelata, così come doveva essere salvaguardato il patrimonio economico della parrocchia, minato, a Ello come in tante altre parrocchie rurali, dagli abusi degli stessi abitanti e dello stesso clero. Ancora controversa nel 1608, al tempo della visita dellemissario di Federico Borromeo, risulta la vicenda della parrocchia di Ello: Nella Chiesa dei Santo Giacomo e Filippo, sebbene tutti i privilegi parrocchiali siano stati trasferiti nella Chiesa di S. Antonio, ubicata in luogo abitato e qui siano esercitati, nondimeno, poiché qui è il titolo parrocchiale e (qui) sono sepolti i morti, sia essa (chiesa) tenuta in onore e venerazione. Pertanto sia rinnovata ed onorata come prescritto. Notevole è lannotazione fatta dal visitatore del 1608: la finestra rotonda che si trova sulla facciata sia rinnovata con sbarre e vetro. Tale indicazione ci permette ora di immaginare lantica facciata della chiesa costituita da una porta dingresso, probabilmente architravata, sopra la quale si apriva una finestra tonda ad imitazione di un rosone. Per comprendere meglio laspetto del fronte principale, diremo che la chiesa di S. Giacomo può essere assimilata a quella di S. Giorgio di Annone. Era il giorno 20 del mese di giugno del 1759 quando il cardinale Pozzobonelli fece il suo ingresso ad Ello. Le sue prime annotazioni furono loci amenitate, i suoi abitanti di grandissimo ingenio e ricchezza, quam amplitudine spectabilem. AllArcivescovo venne riferito che la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo è dotata di dignità parrocchiale concessa agli abitanti di Ello nel 1576, come risulta da autentici documenti parrocchiali. Lanalisi delledificio che il Cardinale compie e di cui lascerà testimonianza scritta, è piuttosto precisa: Huius Ecclesia structura eam antiquam esse docet. Edificationis annus latet, nisi forte is fuerit Millesimus quingentesimo Decimo quinto, quem insculptum exhibet lapis in pariete exteriori Capella Maioris circa fundamenta positus. I visitatori, dunque, pur non potendo fornire la data di edificazione della chiesa, notano la presenza di una lapide sulla parete esterna dellabside con incisa la data 1515 oggi purtroppo non più visibile. Non si esclude la possibilità del rifacimento dellabside stessa con un nuovo presbiterio, confermato anche dal ciclo di affreschi che ne ricopre la volta, oggi visibile, che viene fatto risalire ai primi decenni del Cinquecento. A conferma di importanti lavori effettuati in questo periodo, vi sono alcuni lasciti e donazioni testamentarie delle famiglie più cospicue della comunità di Ello, tra cui il legato del padre di Bernardino e Gerolamo Regibus Da Ello dei 1512 e il lascito testamentario del medesimo Gerolamo alla Cappella di S. Angelo in S. Giacomo del 1520. Bernardino abitava nel suo castello il castrum de Ello, ma molteplici rami di questa famiglia formarono la storia lombarda di questo periodo, ancora tutta da indagare. Un cenno doveroso dobbiamo, per esempio, a Giovanni Ambrogio Regibus da Ello il quale nel 1517 viene nominato procuratore della signora Zaccarina da Sesto moglie di Giovanni Antonio Amadeo, uno tra i massimi architetti dei Cinquecento lombardo. La dotazione della cappella della Beata vergi-ne nella chiesa di S. Giacomo è invece un legato testamentario dei 1545 di Giacomo Missaglia dei Negroni di Ello, detto il Belolo. Altra famiglia di primissimo ordine questa dei Negroni di Ello, celebri e ricchissimi armaioli, le loro vicende interessano non soltanto la storia locale ma molta parte della storia lom-barda almeno dal Cinquecento. Tutto ciò avvalora quindi lipotesi di una consistente rielaborazione della preesistente chiesina, avvenuta intorno al XIV-XV sec., che diede al complesso la configurazione pervenutaci oggi con le ulteriori stratificazioni settecentesche. Questa ipotesi trova una notevole conferma se analizziamo le lesene che reggono gli arconi, in particolare quella posta a nord in corrispondenza della prima campata. Questo elemento strutturale è stato innestato nella muratura della preesistente chiesa, andando a distruggere una buona porzione di una vasta e pregevole rappresentazione pittorica certamente gotica. Il pavimento della chiesa era in laterizio già nel 1759, così come la copertura sopra gli archi era in travi di legno e tavelline in cotto. Di estremo interesse il coro ligneo che circondava tutte le pareti della chiesa: Parietibus Ecclesia adherent undique sedilia affabre elaborata ad usum Confratrum Suffragij; considerando che la Confraternita si costituì nel 1737, la data di costruzione del coro si pone tra quella data e il 1759. LA STORIA RECENTE La storia recente è legata alle vicende del cimitero: leliminazione dellambiente contrapposto alla sacrestia, fiancheggiante la cappel-la della Beata Vergine, fatto che ha comportato notevoli dissesti statici, nonché labbandono avvenuto circa 30 anni or sono con la conseguente lenta e costante spogliazione che ha accompagnato lavanzare del degrado. DESCRIZIONE DELL'EDIFICIO
La chiesa dei SS. Giacomo e Filippo è posta sopra un basso poggio, ormai nei pressi dellabitato di Ello che, nel corso dei secoli, ha subito un sia pur modesto sviluppo urbano, nel mezzo di unantica area cimiteriale. Di proprietà comunale, da decenni non è più officiata.E una notevole costruzione ad unica aula rivolta ad oriente, lunga circa 17,5 metri e larga 9, suddivisa in quattro campate scandite da tre grandi archi a diaframma che hanno origine da lesene di rinforzo nei muri. Sul fianco a Sud del presbiterio è collocato il campanile costruito nel 1766, come indica uniscrizione sul fianco a Sud del medesimo. A tale epoca si devono far risalire le attuali porte e finestre della chiesa, le quali hanno subito vistosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli. In particolare la porta sul fianco meridionale, riporta incisa sulla soglia la data del 1777. Completano la chiesa due cappelle laterali a scarsella voltate, a nord dedicata alla Madonna, a sud a S. Angelo a cui si affianca la piccola sacrestia. Le due cappelle laterali appaiono sostanzialmente coeve alla navata attuale: hanno larco dingresso ad ogiva e la copertura a quattro vele ma con una diversa esecuzione nel raccordo tra le vele, luna raccordata in tondo, laltra con una linea netta di confine tra le singole vele, entrambe di gusto sensibilmente gotico. Sia le cappelle, sia la sacrestia, esistevano sicuramente nel XVI sec. in quanto citate da documenti di quellepoca. Questo è tuttavia certo per la cappella a sud, mentre quella contrapposta, dedicata alla B. Vergine, è certamente più antica come attestano le descrizioni delle visite pastorali, nonché i recenti ritrovamenti di brani di affresco, presumibilmente del quattrocento. La rielaborazione cinquecentesca della navata è stata progettata scendendo regolari campate per la navata, dove le cappelle e la sacrestia collaborano, come veri e propri contrafforti, con le lesene a contrastare le spinte degli arconi ogivali. Ledificazione della cappella meridionale, gli arconi, i contrafforti, le fonti storiche (testamento di Gerolamo De Regibus del 1520 in cui dispone che gli eredi finiscano la cappella da lui iniziata) ed in particolare lincisione della data 1515 presente su una pietra angolare del presbiterio, avvalorano lipotesi di una consistente rielaborazione della preesistente chiesina, trasformazione avvenuta probabilmente a cavallo tra il XV e il XVI sec. |